LA CANNABIS CHE CURA
Confronto e discussione sulle due proposte di legge n. 58 e n. 72 presentate in Consiglio Regionale Toscano
sull’uso terapeutico dei farmaci cannabinoidi
Giovedì 23 giugno 2011
ore 15:30
Sala Gigli – Consiglio Regionale Toscano
Via Cavour n. 4 - Firenze
Presentazione e Discussione con:
Introduce:
Monica Sgherri
Presidente Regionale Federazione della Sinistra-Verdi
Interverranno:
Lucia Matergi
Consigliere Regionale Partito Democratico, membro IV Commissione Consiliare
Pieraldo Ciucchi
Consigliere Regionale Partito Socialista-Gruppo Misto, membro IV Commissione Consiliare
Alberto Sciolari, Alessandra Viazzi
Associazione Pazienti Impazienti Cannabis
M.J. Van de Velde*
Bureau Voor Medicinal Cannabis (BMC), Ministero della Sanità, Olanda
Arno Hazekamp PhD, Leiden University, Olanda
Board member, comitato scientifico della International Association for Cannabinoid Medicine
Sen. Donatella Poretti Radicali-Pd, segretario XII commissione Igiene e Sanita'
Nunzio Santalucia Medico Tossicologo, Pisa
Paolo Marini, Mauro Romanelli
Consiglio Regionale, Federazione della Sinistra-Verdi
Loredano Giorni
Dirigente, Responsabile Settore Politiche del Farmaco Regione Toscana
Andrea Trisciuoglio, Valentina Piattelli Associazione Luca Coscioni
rappresentante SIFAP* Società Italiana Farmacisti preparatori
Giampaolo Grassi
Comitato scientifico, Associazione Cannabis Terapeutica
Videoconferenza con:
Lester Grinspoon
Psichiatra, prof. emerito Harvard Medical School, U.S.A.
( tra i massimi esperti mondiali nella cura con cannabis)
Farmaci a base di cannabis in Toscana:
Giovedì 23 giugno, ore 15,30 a Firenze, Sala Gigli
Consiglio Regionale Toscano, Via Cavour n. 4
si terrà un dibattito-confronto fra i diversi approcci alla base delle due distinte proposte di legge depositate in consiglio regionale che stanno per giungere al vaglio della commissione salute, che dovrà procedere alla valutazione delle stesse e alla stesura di un testo da proporre al Consiglio Regionale, per l'approvazione finale, prevista entro l'estate.
La PdL 58, presentata dal Gruppo PD, primo firmatario Consigliere Enzo Brogi, a cui si sono aggiunte le firme di alcuni Consiglieri dell’Italia dei Valori, intende garantire l'accesso alla terapia con farmaci cannabinoidi ai malati nella fase terminale della vita, limitandone gli usi agli ambiti della terapia del dolore e delle cure palliative. La PdL 72 è stata presentata dal Gruppo Federazione della Sinistra e Socialista, prima firmataria la Presidente Monica Sgherri, ed elaborata in collaborazione con le associazioni di pazienti e medici, nel pieno rispetto delle attuali norme nazionali che già consentono l'accesso a tale tipo di cura a discrezione di ogni singolo medico. Senza discriminazioni verso malati di tutte le patologie, non necessariamente terminali, ne' legate alla terapia del dolore, fra cui ricordiamo epilessia, glaucoma, asma bronchiale, varie patologie neurologiche (sindrome de la Tourette, Parkinson, Alzheimer,...) per le quali la cannabis ha spesso notevoli benefici, in alcuni casi sostituendo completamente i farmaci tradizionali, in altri permettendo di ridurne il dosaggio o di mitigarne gli effetti collaterali.
In relazione all'importanza che assumerebbe qualunque testo finale venisse prodotto dalla commissione, a partire dai due testi depositati, non solo per i pazienti toscani, ma anche a livello nazionale perché potrebbe essere la prima Regione in Italia a dotarsi di una Legge in proposito (finora in altre regioni sono state approvate solo delibere di giunta) e quindi diventare un possibile precedente per altre regioni, saranno presenti, oltre ai consiglieri sostenitori delle due diverse proposte di legge, ai rappresentanti di uffici e dipartimenti sanitari regionali interessati e alle associazioni di medici e pazienti, anche membri dell'Ufficio per la Cannabis Medicinale del Ministero Olandese, nonché collegato in videoconferenza l'emerito Professore ad Harvard Lester Grinspoon, tra i massimi esperti mondiali sull'argomento, autore di numerosi testi sulla Cannabis terapeutica.
Siete tutti invitati a partecipare e diffondere.
Gruppo Consiliare Regionale FdS-Verdi
Pazienti Impazienti Cannabis
Associazione Cannabis Terapeutica
Associazione Luca Coscioni
20/06/11
19/06/11
Commissione Globale e Forum Droghe.
C’è un parallelo fra i dati, forniti dall’ ONU, che aprono la relazione della Commissione Globale per le politiche sulla droga e quelli, italiani, provenienti dal Ministero dell’ Interno ed esposti da Forum Droghe, Magistratura Democratica e il Gruppo Abele durante il seminario del 10 e 11 giugno scorsi.
La Commissione Globale ci informa, con una semplicità disarmante, che il consumo annuale di droga e “la scala globale dei mercati di droga illegale, ampiamente controllati dal crimine organizzato, a 50 anni dalla Convenzione Unica sugli stupefacenti delle Nazioni Unite, a 40 anni da quando il presidente Nixon lanciò la guerra alla droga del governo nordamericano, è nei fatti cresciuto in modo spettacolare. Mentre non sono disponibili stime esatte del consumo globale nel periodo completo dei 50 anni, una analisi dei soli ultimi dieci anni mostra un esteso mercato crescente e dimostra il fallimento della guerra alla droga” e delle convinzioni di quei politici convinti “che azioni repressive e severe per il rispetto della legge contro coloro che sono coinvolti nella produzione di droghe, distribuzione ed uso, avrebbero portato a una costante diminuizione del mercato delle droghe controllate come eroina, cocaina, cannabis, e all’ eventuale avvento di “un mondo senza droghe”.”
Dal 1998 al 2008, secondo le stime ONU, il consumo annuale di oppiacei è passato da 12,9 milioni a 17,35 milioni, con un incremento del 34,5 %; per la cocaina l’incremento è del 27 %, da 13,4 milioni a 17 milioni; il consumo annuale di cannabis è cresciuto dell’ 8,5 % passando dai 147,4 milioni del 1998 ai 160 milioni del 2008.
La fotografia dell’ Italia fornita dal seminario di Forum Droghe ci propone una analisi ugualmente significativa degli ultimi 5 anni, quanti ne sono passati dal decreto legge Fini Giovanardi, che ha stravolto la precedente Jervolino Vassalli, reintroducendo l’equiparazione tra droghe, cioè comprendendo la canapa nella stessa categoria di morfina o anfetamine. I dati ufficiali ci dicono come all'autorita' giudiziaria siano state segnalate 178.578 persone per droga tra il 2005 e il 2010, e in 61.292 casi la sostanza in questione era la cannabis. Ogni anno circa 40 mila consumatori sono stati segnalati alle prefetture per uso personale: oltre il 70% erano cannabinoidi. Nel 2010 sono aumentate del 7,12% le segnalazioni all'autorita' giudiziaria per droga, raggiungendo il record di 39.053 persone segnalate. Piu' del 40% delle denunce (16.030) riguardava la canapa (8.102 per hashish, 6.5556 per marijuana, 1.372 per coltivazione).
Alcune raccomandazioni della Commissione globale sembrano riguardare proprio l’ Italia: “Incoraggiare i governi a sperimentare modelli di regolamentazione giuridica della droga per minare il potere del crimine organizzato e salvaguardare la salute e la sicurezza dei loro cittadini. Questa raccomandazione vale soprattutto per la cannabis, ma incoraggiamo anche altri esperimenti di depenalizzazione e regolamentazione legale, che possano raggiungere questi obiettivi e fornire modelli per altri”; “Arrestare e imprigionare decine di milioni di queste persone, negli ultimi decenni, ha riempito le prigioni e distrutto vite e famiglie senza ridurre la disponibilità di droghe illecite o il potere delle organizzazioni criminali. Sembra non ci sia limite al numero di persone disposte a impegnarsi in tali attività per migliorare la loro vita, provvedere alle loro famiglie, o comunque sfuggire alla povertà. Le risorse per il controllo della droga possono esser meglio dirette altrove.”
Fra i luoghi comuni più palesemente erronei che in terra e in ciel semina Giovanardi c’è quello che la legalizzazione di un fenomeno ne faccia crescere le dimensioni; così non è, nella storia, a partire dalle guerre dell’oppio fino alla battaglia combattuta contro l’aborto clandestino, così non è nella esperienza di tutti i giorni, così non è nei dati che l’ONU stessa, e lo stesso Ministero italiano forniscono. Quello che le cifre, le stime, lo studio, l’evidenza e il ragionamento scientifico dimostrano con certezza è che, al contrario, nel governo delle strategie e delle politiche sulla droga, la proibizione e l’incarcerazione, il controllo e la punizione fisica, aumentano il consumo, il mercato, l’abuso e la dipendenza.
La conclusione della sintesi della Commissione Globale per le politiche sulla droga è lapidaria, e mi trova perfettamente concorde: “Ora è il tempo di agire”.
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Commissione Globale per le politiche sulla droga
Relazione – pag 6 di 24
INTRODUZIONE
STIME DELLE NAZIONI UNITE DEL CONSUMO ANNUALE DI DROGA DAL 1998 AL 2008
OPPIACEI COCAINA CANNABIS
1998 12.9 MILIONI 13.4 MILIONI 147.4 MILIONI
2008 17.35 MILIONI 17 MILIONI 160 MILIONI
% di incremento 34.5 % 27 % 8.5 %
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La guerra alla droga è fallita. Quando, 50 anni fa, fu data la Convenzione Unica sui Narcotici e Stupefacenti delle Nazioni Unite, quando, 40 anni fa, il presidente Nixon lanciò la guerra alla droga del governo nordamericano, gli uomini politici credettero che azioni repressive e severe, per il rispetto della legge, contro coloro che si trovano coinvolti nella produzione di droghe, distribuzione ed uso, avrebbero portato a una costante diminuzione del mercato delle droghe controllate come eroina, cocaina, cannabis, e all’ eventuale avvento di “un mondo senza droghe”. La scala globale dei mercati di droga illegale, ampiamente controllati dal crimine organizzato, è nei fatti cresciuto in modo spettacolare in questo periodo. Mentre non sono disponibili stime esatte del consumo globale nel periodo completo dei 50 anni, una analisi dei soli ultimi dieci anni mostra un esteso mercato crescente e dimostra il fallimento della guerra alla droga.
Nonostante la crescente evidenza di come le attuali politiche non raggiungano i loro obiettivi, la maggior parte degli organismi politici, a livello nazionale e internazionale, si sono orientati ad evitare un aperto esame o un dibattito sulle alternative.
Questa mancanza di governo delle strategie sulla droga ha motivato la formazione della nostra Commissione, e ci orienta nella nostra visione che questo è il tempo giusto per una revisione seria, esaustiva e di grande lungimiranza, delle politiche che possano rispondere al fenomeno della droga.
Il punto di partenza di tale revisione è riconoscere che il problema globale della droga è un insieme di istanze sanitarie e sociali interdipendenti da governare, più che una guerra da vincere.
I membri della Commissione hanno concordato quattro principi fondamentali che possono essere da guida per le politiche e le strategie, nazionali e internazionali, sulla droga, e hanno formulato undici raccomandazioni per l’azione.
La Commissione Globale ci informa, con una semplicità disarmante, che il consumo annuale di droga e “la scala globale dei mercati di droga illegale, ampiamente controllati dal crimine organizzato, a 50 anni dalla Convenzione Unica sugli stupefacenti delle Nazioni Unite, a 40 anni da quando il presidente Nixon lanciò la guerra alla droga del governo nordamericano, è nei fatti cresciuto in modo spettacolare. Mentre non sono disponibili stime esatte del consumo globale nel periodo completo dei 50 anni, una analisi dei soli ultimi dieci anni mostra un esteso mercato crescente e dimostra il fallimento della guerra alla droga” e delle convinzioni di quei politici convinti “che azioni repressive e severe per il rispetto della legge contro coloro che sono coinvolti nella produzione di droghe, distribuzione ed uso, avrebbero portato a una costante diminuizione del mercato delle droghe controllate come eroina, cocaina, cannabis, e all’ eventuale avvento di “un mondo senza droghe”.”
Dal 1998 al 2008, secondo le stime ONU, il consumo annuale di oppiacei è passato da 12,9 milioni a 17,35 milioni, con un incremento del 34,5 %; per la cocaina l’incremento è del 27 %, da 13,4 milioni a 17 milioni; il consumo annuale di cannabis è cresciuto dell’ 8,5 % passando dai 147,4 milioni del 1998 ai 160 milioni del 2008.
La fotografia dell’ Italia fornita dal seminario di Forum Droghe ci propone una analisi ugualmente significativa degli ultimi 5 anni, quanti ne sono passati dal decreto legge Fini Giovanardi, che ha stravolto la precedente Jervolino Vassalli, reintroducendo l’equiparazione tra droghe, cioè comprendendo la canapa nella stessa categoria di morfina o anfetamine. I dati ufficiali ci dicono come all'autorita' giudiziaria siano state segnalate 178.578 persone per droga tra il 2005 e il 2010, e in 61.292 casi la sostanza in questione era la cannabis. Ogni anno circa 40 mila consumatori sono stati segnalati alle prefetture per uso personale: oltre il 70% erano cannabinoidi. Nel 2010 sono aumentate del 7,12% le segnalazioni all'autorita' giudiziaria per droga, raggiungendo il record di 39.053 persone segnalate. Piu' del 40% delle denunce (16.030) riguardava la canapa (8.102 per hashish, 6.5556 per marijuana, 1.372 per coltivazione).
Alcune raccomandazioni della Commissione globale sembrano riguardare proprio l’ Italia: “Incoraggiare i governi a sperimentare modelli di regolamentazione giuridica della droga per minare il potere del crimine organizzato e salvaguardare la salute e la sicurezza dei loro cittadini. Questa raccomandazione vale soprattutto per la cannabis, ma incoraggiamo anche altri esperimenti di depenalizzazione e regolamentazione legale, che possano raggiungere questi obiettivi e fornire modelli per altri”; “Arrestare e imprigionare decine di milioni di queste persone, negli ultimi decenni, ha riempito le prigioni e distrutto vite e famiglie senza ridurre la disponibilità di droghe illecite o il potere delle organizzazioni criminali. Sembra non ci sia limite al numero di persone disposte a impegnarsi in tali attività per migliorare la loro vita, provvedere alle loro famiglie, o comunque sfuggire alla povertà. Le risorse per il controllo della droga possono esser meglio dirette altrove.”
Fra i luoghi comuni più palesemente erronei che in terra e in ciel semina Giovanardi c’è quello che la legalizzazione di un fenomeno ne faccia crescere le dimensioni; così non è, nella storia, a partire dalle guerre dell’oppio fino alla battaglia combattuta contro l’aborto clandestino, così non è nella esperienza di tutti i giorni, così non è nei dati che l’ONU stessa, e lo stesso Ministero italiano forniscono. Quello che le cifre, le stime, lo studio, l’evidenza e il ragionamento scientifico dimostrano con certezza è che, al contrario, nel governo delle strategie e delle politiche sulla droga, la proibizione e l’incarcerazione, il controllo e la punizione fisica, aumentano il consumo, il mercato, l’abuso e la dipendenza.
La conclusione della sintesi della Commissione Globale per le politiche sulla droga è lapidaria, e mi trova perfettamente concorde: “Ora è il tempo di agire”.
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Commissione Globale per le politiche sulla droga
Relazione – pag 6 di 24
INTRODUZIONE
STIME DELLE NAZIONI UNITE DEL CONSUMO ANNUALE DI DROGA DAL 1998 AL 2008
OPPIACEI COCAINA CANNABIS
1998 12.9 MILIONI 13.4 MILIONI 147.4 MILIONI
2008 17.35 MILIONI 17 MILIONI 160 MILIONI
% di incremento 34.5 % 27 % 8.5 %
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La guerra alla droga è fallita. Quando, 50 anni fa, fu data la Convenzione Unica sui Narcotici e Stupefacenti delle Nazioni Unite, quando, 40 anni fa, il presidente Nixon lanciò la guerra alla droga del governo nordamericano, gli uomini politici credettero che azioni repressive e severe, per il rispetto della legge, contro coloro che si trovano coinvolti nella produzione di droghe, distribuzione ed uso, avrebbero portato a una costante diminuzione del mercato delle droghe controllate come eroina, cocaina, cannabis, e all’ eventuale avvento di “un mondo senza droghe”. La scala globale dei mercati di droga illegale, ampiamente controllati dal crimine organizzato, è nei fatti cresciuto in modo spettacolare in questo periodo. Mentre non sono disponibili stime esatte del consumo globale nel periodo completo dei 50 anni, una analisi dei soli ultimi dieci anni mostra un esteso mercato crescente e dimostra il fallimento della guerra alla droga.
Nonostante la crescente evidenza di come le attuali politiche non raggiungano i loro obiettivi, la maggior parte degli organismi politici, a livello nazionale e internazionale, si sono orientati ad evitare un aperto esame o un dibattito sulle alternative.
Questa mancanza di governo delle strategie sulla droga ha motivato la formazione della nostra Commissione, e ci orienta nella nostra visione che questo è il tempo giusto per una revisione seria, esaustiva e di grande lungimiranza, delle politiche che possano rispondere al fenomeno della droga.
Il punto di partenza di tale revisione è riconoscere che il problema globale della droga è un insieme di istanze sanitarie e sociali interdipendenti da governare, più che una guerra da vincere.
I membri della Commissione hanno concordato quattro principi fondamentali che possono essere da guida per le politiche e le strategie, nazionali e internazionali, sulla droga, e hanno formulato undici raccomandazioni per l’azione.
18/06/11
Rapporto della Commissione Globale per le politiche sulle droghe
Commissione globale per le politiche sulla droga
Relazione presentata il 2 giugno 2011
Pagg 1-5 di 24
SINTESI
La guerra globale alla droga è fallita, con conseguenze devastanti per gli individui e le società di tutto il mondo. Cinquanta anni dopo la Convenzione Unica delle Nazioni Unite sugli stupefacenti, e a 40 anni da quando il presidente Nixon lanciò la guerra alle droghe del governo americano, sono urgenti e necessarie riforme fondamentali nelle politiche di controllo delle droghe nazionali e mondiali.
Le immense risorse dirette alla criminalizzazione e alle misure repressive su produttori, trafficanti e consumatori di droghe illegali hanno chiaramente fallito nella riduzione dell’ offerta e del consumo.
Le apparenti vittorie dell’ eliminazione di una fonte o di una organizzazione vengono negate, del tutto istantaneamente, con l'emergere di altre fonti e trafficanti. Gli sforzi repressivi diretti sui consumatori impediscono misure di sanità pubblica volte alla riduzione di HIV / AIDS, overdosi mortali e altre conseguenze dannose dell’ uso della droga. Le spese pubbliche nelle inutili strategie della riduzione dell'offerta e della incarcerazione possono essere sostituite con investimenti più convenienti e basati su evidenze per la riduzione della domanda e dei danni.
I nostri principi e le raccomandazioni possono essere riassunti come segue:
Terminare con la criminalizzazione, l’ emarginazione e la stigmatizzazione delle persone che fanno uso di droghe ma che non fanno alcun male agli altri. Sfidare i luoghi comuni sbagliati, circa i mercati della droga, l’ uso di droga e la tossicodipendenza, invece di rafforzarli.
Incoraggiare i governi a sperimentare modelli di regolamentazione giuridica della droga per minare il potere del crimine organizzato e salvaguardare la salute e la sicurezza dei loro cittadini. Questa raccomandazione vale soprattutto per la cannabis, ma incoraggiamo anche altri esperimenti di depenalizzazione e regolamentazione legale, che possano raggiungere questi obiettivi e fornire modelli per altri.
Offrire servizi sanitari e cure a chi ne ha bisogno. Garantire che sia disponibile una varietà di modalità di trattamento, compreso non solo il trattamento con metadone e buprenorfina, ma anche i programmi di trattamento assistito con eroina che si sono dimostrati efficaci in molti paesi europei e in Canada. Implementare i programmi di accesso alle siringhe e alle altre misure di riduzione del danno che si sono dimostrate efficaci nel ridurre la trasmissione dell'HIV e di altre infezioni a trasmissione ematica così come le overdosi fatali. Rispettare i diritti umani delle persone che usano droghe. Abolire le pratiche abusive eseguite in nome del trattamento - come la detenzione forzata, il lavoro forzato e gli abusi fisici o psicologici - che contravvengano standard dei diritti umani e delle norme o che annullino il diritto all'autodeterminazione.
Applicare pressappoco gli stessi principi e le politiche sopra esposti alle persone coinvolte nelle estremità ultime dei mercati di droghe illegali, come gli agricoltori, i corrieri e piccoli venditori. Molti sono vittime di violenza e di intimidazione o sono tossicodipendenti. Arrestare e imprigionare decine di milioni di queste persone, negli ultimi decenni, ha riempito le prigioni e distrutto vite e famiglie senza ridurre la disponibilità di droghe illecite o il potere delle organizzazioni criminali. Sembra non ci sia limite al numero di persone disposte a impegnarsi in tali attività per migliorare la loro vita, provvedere alle loro famiglie, o comunque sfuggire alla povertà.
Le risorse per il controllo della droga possono esser meglio dirette altrove.
Investire in attività che possano prevenire sia, in primo luogo, l’uso di droga tra i giovani, sia lo sviluppo di problemi più gravi per coloro che fanno uso di droghe. Evitare i messaggi semplicistici come “basta dire di no”, e le politiche “tolleranza zero”, a favore di messaggi e politiche di sforzi educativi fondati su informazioni credibili e programmi di prevenzione che si concentrino sulle abilità sociali e le influenze tra pari. Gli sforzi di prevenzione più efficaci possono essere quelli destinati a specifici gruppi a rischio.
Concentrare le azioni repressive violente sulle organizzazioni criminali, ma in modo che minino il loro potere e raggiungere come priorità una riduzione della violenza e dell'intimidazione. Gli sforzi per il rispetto della legge dovrebbero concentrarsi non sulla riduzione dei mercati della droga di per sé, ma piuttosto sulla riduzione dei loro danni alle persone, comunità e alla sicurezza nazionale.
Dare inizio alla trasformazione del regime globale di proibizione delle droghe. Sostituire le politiche e le strategie sulla droga orientate alla ideologia e alla convenienza politica, con politiche economiche responsabili basate sulla scienza, sulla salute, sulla sicurezza e sui diritti umani - adottare criteri appropriati per la valutazione. Rivedere la classificazione delle droghe che ha prodotto palesi anomalie come la difettosa categorizzazione della canapa, della foglia di coca, e del MDMA.
Assicurarsi che le convenzioni internazionali siano interpretate e/o riviste per comprendere una mole di sperimentazioni con la riduzione del danno, depenalizzazione e regolamentazione. Rompere il tabù sul dibattito e sulla riforma.
Ora è il tempo di agire.
La Commissione Globale / che cosa è - che cosa non è
Fonte: http://www.globalcommissionondrugs.org/Commission - traduzione di Claudia Sterzi :)
Scopo:
Lo scopo della Commissione globale per le politiche sulle droghe è portare alla luce, a livello internazionale, un dibattito pubblico, informato e scientificamente corretto, sulle modalità, efficaci ed umane, per limitare i danni causati dalle droghe al popolo e alla società. La Commissione Globale sulle politiche sulle droghe si costruisce sul successo dell'esperienza della Commissione Latinoamericana su Droghe e Democrazia, convocata dagli ex Presidenti Cardoso del Brasile, Gaviria della Colombia e Zedillo del Messico. Convinta che l'associazione tra traffico di droga, la violenza e corruzione siano una minaccia alla democrazia in America Latina, la Commissione ha esaminato l'attuale politica della 'guerra alla droga' e ha aperto un dibattito pubblico su un tema che tende ad essere circondato da paura e da disinformazione.
Obiettivi:
- rivedere le ipotesi di base, alla luce degli effetti e delle conseguenze della strategia 'guerra alla droga'
- valutare i rischi e i benefici delle diverse risposte nazionali al problema della droga
- produrre dichiarazioni inoppugnabili e raccomandazioni basate sulle evidenze per una riforma costruttiva sul tema droga, in senso legale e in senso politico.
Commissioners
» Asma Jahangir
- human rights activist, former UN Special Rapporteur on Arbitrary, Extrajudicial and Summary Executions, Pakistan
» Carlos Fuentes
- writer and public intellectual, Mexico
» César Gaviria
- former President of Colômbia
» Ernesto Zedillo
- former President of México
» Fernando Henrique Cardoso
- former President of Brazil (chair)
» George Papandreou
- Prime Minister of Greece
» George Shultz
- former Secretary of State, United States (honorary chair)
» Javier Solana
- former European Union High Representative for the Common Foreign and Security Policy, Spain
» John Whitehead
- banker and civil servant, chair of the World Trade Center Memorial, United States
» Kofi Annan
- former Secretary General of the United Nations, Ghana
» Louise Arbour
- former UN High Commissioner for Human Rights, president of the International Crisis Group, Canada
» Maria Cattaui
- Member of the Board, Petroplus Holdings; former Secretary-General of the International Chamber of Commerce, Switzerland
» Marion Caspers-Merk
- former State Secretary at the German Federal Ministry of Health, Germany
» Mario Vargas Llosa
- writer and public intellectual, Peru
» Michel Kazatchkine
- executive director of the Global Fund to Fight AIDS, Tuberculosis and Malaria, France
» Paul Volcker
- former Chairman of the US Federal Reserve and of the Economic Recovery Board, US
» Richard Branson
- entrepreneur, advocate for social causes, founder of the Virgin Group, cofounder of The Elders, United Kingdom
» Ruth Dreifuss
- former President of Switzerland and Minister of Home Affairs
» Thorvald Stoltenberg
- former Minister of Foreign Affairs and UN High Commissioner for Refugees, Norway
13/06/11
Documento finale dell' assemblea dell' 11 giugno 2011
L' Assemblea ha visto risultare vincente, col voto degli iscritti presenti, il seguente documento finale, a firma Luisa Simeone e Marco Belelli. Il documento ha vinto su un altro a firma della segretaria dimissionaria, Claudia Sterzi.
"L' Assemblea della Associazione Radicale Antiproibizionisti, riunita in Via di Torre Argentina 76, Roma
accetta le dimissioni della segretaria e la ringrazia per l'impegno profuso.
Preso atto della necessità di rafforzare il fronte di lotta permanente antiproibizionista in Italia
- decide di costituire un gruppo operativo incaricato entro il termine di 12 mesi di redigere lo Statuto dell' Associazione, sviluppare la presenza in rete, portare avanti le battaglie dell' @.r.a.
- da mandato al gruppo operativo di riconvocare l' assemblea alla scadenza dei dodici mesi al fine di votare lo statuto ed eleggere gli organi dirigenti"
Roma 11 giugno 2011
Hanno dato la loro disponibilità, nel corso dell' assemblea, a costituire il gruppo operativo:
Luisa Simeone
Marco Belelli
Marco Marchese
Gabriele di Batista
Andrea De Liberato
Claudia Sterzi
"L' Assemblea della Associazione Radicale Antiproibizionisti, riunita in Via di Torre Argentina 76, Roma
accetta le dimissioni della segretaria e la ringrazia per l'impegno profuso.
Preso atto della necessità di rafforzare il fronte di lotta permanente antiproibizionista in Italia
- decide di costituire un gruppo operativo incaricato entro il termine di 12 mesi di redigere lo Statuto dell' Associazione, sviluppare la presenza in rete, portare avanti le battaglie dell' @.r.a.
- da mandato al gruppo operativo di riconvocare l' assemblea alla scadenza dei dodici mesi al fine di votare lo statuto ed eleggere gli organi dirigenti"
Roma 11 giugno 2011
Hanno dato la loro disponibilità, nel corso dell' assemblea, a costituire il gruppo operativo:
Luisa Simeone
Marco Belelli
Marco Marchese
Gabriele di Batista
Andrea De Liberato
Claudia Sterzi
22/05/11
Ragazza in erba
Oggi, 22 maggio, alle 21, presso la sala Cutu in piazza Giordano Bruno a Perugia, va in scena Ragazza in erba; e oggi, sulla Nazione, cronaca di Perugia, due intere pagine riportano l'indignazione proibizionista di chi vuol vedere, in questo spettacolo, l'esaltazione della droga.
Questa la breve nota di risposta:
In risposta alle dichiarazioni contenute nell'articolo di oggi, pubblicato su La Nazione, cronaca di Perugia, riteniamo necessario fare alcune precisazioni:
l' Associazione radicale antiproibizionisti, che è fra i promotori dello spettacolo, non intende affatto esaltare l'uso della droga; al contrario, intende piuttosto aprire un dibattito sulle migliori strategie da utilizzare per limitare i danni che l'abuso e la dipendenza di droghe producono; come riconosce infatti la stessa nota di Forza Nuova, le politiche proibizioniste, condotte in Italia da decenni, e aggravate negli ultimi anni dal Dipartimento Politiche Antidroga diretto dal sottosegretario Giovanardi, non hanno avuto altro risultato che il forte incremento di domanda e offerta e l'arricchimento delle organizzazioni criminali che sul proibizionismo fondano la loro fortuna.
E' gravemente errato, e sfiora la diffamazione, affermare che l'obiettivo delle forze antiproibizioniste sia liberalizzare la droga, l'obiettivo è quello di legalizzare il mercato, curare le tossicodipendenze nelle strutture preposte e non in carcere, fare luce ed informare in maniera corretta, senza terrorismi e pregiudizi, su sostanze ed effetti.
Inoltre esiste una fondamentale differenza tra droghe pesanti e cosiddette droghe leggere, che poi sono una sola, cioè la canapa; una pianta tradizionalmente prodotta in italia fino a pochi decenni fa, che non ha mai ucciso nessuno, a differenza anche di droghe legali (alcol - 20000 morti/anno; tabacco - 70000 morti/anno), che non genera dipendenza, come riportato anche da siti certamente non antiproibizionisti, per esempio, quello della Comunità di San Patrignano.
Lo spettacolo in questione, Ragazza in erba, porta, inseriti in una forma artistica quale il teatro, dati e riflessioni che non possono spaventare nessuno se non chi dalle politiche proibizioniste trae guadagni e potere; l'informazione e il dibattito pubblico non possono essere altro che salutari, e, per questo, ringraziamo il Comune che ha dato il suo sostegno dimostrando apertura culturale e volontà di dialogo.
"Identità proibite" è una rassegna che affronta i temi della libertà: libertà dai comportamenti omofobi e dai comportamenti repressivi su scelte individuali. Nel mese dedicato alla lotta all'omofobia, dispiace ritrovarsi a polemizzare su questioni che nulla hanno a che fare con un sano e civile confronto
Claudia Sterzi segretaria dell' Associazione radicale antiproibizionisti
Andrea Maori, riferimento di Perugia dell’Associazione radicale antiproibizionisti
09/05/11
ATTI CONCLUSIVI DEL CONVEGNO NAZIONALE DELLA LEP DI GENOVA
CONCLUSI I LAVORI DEL CONVEGNO NAZIONALE DI GENOVA E DELLA ASSEMBLEA STRAORDINARIA LEP IL DOTTOR MARCO BELELLI RIELETTO SEGRETARIO E LUISA STIRONE TESORIERA ALLA UNANIMITA'. SCROSCIANTI APPLAUSI PER IL DOTTOR BRUNO MELLANO CHE PORTA IL SALUTO DELLA DIREZIONE NAZIONALE RADICALE.
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01/05/11
Una richiesta urgente al Dipartimento Politiche Antidroga
All’attenzione dell’ Onorevole Sottosegretario Carlo Giovanardi e del Dottor Giovanni Serpelloni
Gentili signori,
considerato che:
la tossicodipendenza da alcol, detta anche alcolismo, uccide 20.000 persone ogni anno, in media, in Italia (dati dell’ aprile 2011, Osservatorio Nazionale Alcol - CNESPS dell’Istituto Superiore di Sanità con la collaborazione di SIA, AICAT ed Eurocare e con il supporto del Ministero della Salute);
la tossicodipendenza da tabacco, detta anche tabagismo o nicotinomania, uccide tra le 70.000 e le 83.000 persone ogni anno, in media, in Italia (dati del Ministero della Salute, Italia);
la tossicodipendenza da canapa, detta anche cannabismo, oltre a essere controversa nella sua stessa esistenza, non ha mai ucciso nessuno.
Inoltre, considerato che:
“In Italia il 30% dei decessi per incidenti stradali e il 50% degli incidenti non mortali, secondo i dati della Commissione Europea e le elaborazioni dell'Istituto Superiore di Sanita', hanno una correlazione con l'uso di alcol. Inoltre: piu' di 1 incidente su 4 in Europa e' causato dall'uso di alcol alla guida (circa 10.000 ogni anno). Oltre 1 decesso su 4 in Europa registrato tra i ragazzi e 1 su 10 tra le ragazze e' causato dall'alcol.
L'alcol rappresenta la prima causa di morte tra i giovani di eta' compresa tra i 15 e i 29 anni”;
L'alcol rappresenta la prima causa di morte tra i giovani di eta' compresa tra i 15 e i 29 anni”;
tale correlazione non è dimostrabile per quanto riguarda i cannabinoidi, dato che i test rilevano un uso antecedente al controllo, di più giorni e settimane;
si invita il Dipartimento Politiche Antidroga, che tanto ha a cuore la salute dei ragazzi e la sicurezza stradale, e tanto fa per impedire che “persone, sicuramente non malate, possano produrre a scopi voluttuari e per puro divertimento (oltre che per proprio profitto) piante non controllate, coltivate e utilizzate non per scopi medici “ (risposta del dottor Giovanni Serpelloni ad Andrea Trisciuoglio), a considerare seriamente la proibizione assoluta della coltivazione di vite ( e di ogni altra pianta dalla quale sia possibile ottenere l’etanolo, come orzo, grano, patate ecc. ) e tabacco, così come avviene per la canapa. Grazie per l’attenzione
Claudia Sterzi, segretaria della Associazione Radicale Antiproibizionisti
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