24/02/11

Tossicodipendenza e overdose, niente a che vedere con la canapa.

E’ stata approvata nei giorni scorsi, a voti unanimi, la proposta di istituire una commissione di inchiesta sul fenomeno della tossicodipendenza e delle morti da overdose in Umbria; visto il titolo della Commissione, dovrebbe essere palese che di droghe pesanti si tratta, visto che tossicodipendenza e morti da overdose sono due fenomeni correlati a sostanze come eroina, cocaina ecc., ma non certo alle cosiddette droghe leggere, categoria costituita dalla canapa e derivati. Invece leggendo l’iter della votazione ci si rende conto che sono stati respinti due emendamenti delle minoranze sulla distinzione fra droghe pesanti e leggere e sul richiamo alle linee governative da seguire.

 
Prosegue quindi la menzognera campagna del centrodestra per la criminalizzazione della canapa, che conduce tanti ragazzi in Italia a subire la carcerazione e il marchio di “tossicodipendente” per pochi grammi di erba o di fumo. In questo modo, e in totale assenza di evidenza scientifica, si mettono sullo stesso piano, e nello stesso mercato, sostanze che niente hanno a che vedere fra loro. Non si conoscono, a tutto oggi, morti per uso o abuso di canapa, essendo questa fra le sostanze meno tossiche esistenti per l’essere umano; anche la dipendenza è ben lontana dall’esser dimostrata, anzi mancano conferme a qualsivoglia fenomeno di dipendenza fisica, mentre alcuni isolati studi parlano casomai di dipendenza psicologica, la stessa , per esempio, che governa le dipendenze da shopping, o dal gioco del lotto. Vista la cieca insistenza su tutto questo non resta che ammettere, a malincuore, che in Italia le politiche sulla droga, a livello nazionale, sono affidate a persone che hanno interesse ad allargare il business legato alle comunità terapeutiche e alle tossicodipendenze e non vogliono, invece, interessarsi all’ informazione corretta e alla responsabilizzazione delle giovani generazioni.

Claudia Sterzi, Segretaria Associazione Radicale Antiproibizionisti 
Liliana Chiaramello, Segretaria RadicaliPerugia.org

25/01/11

Coltivare è meglio che finanziare il narcotraffico, coltivare non può essere un reato!

Dopo la partecipazione alla Million Marijuana March, prosegue la collaborazione dell' @.r.a. con forze antiproibizioniste di ogni colore politico, sul tema della libera coltivazione domestica della canapa, come da ultima mozione; il metodo radicale classico, dialogo e iniziativa politica con tutti, su obiettivi comuni, si è dimostrato efficace in tutto l'anno, il 2009, dedicato alla cannabis terapeutica, quando l'@.r.a. ha fondato patti di collaborazione con l' Associazione Luca Coscioni, con Pazienti Impazienti, con L'Associazione Cannabis Terapeutica, con il gruppo consiliare dei Verdi alla Regione Toscana, e molti altri. 
Benvenuta quindi alla SEL che annuncia iniziative sull'aspetto economico delle leggi sulla droga, tema che ha visto più volte i radicali soli protagonisti e combattenti contro il narcotraffico e il marketing del proibizionismo, per la legalizzazione dei mercati illeciti..
Sono intervenuta sabato scorso ad un dibattito a Forte Prenestino, a Roma, in nome della Associazione per la Sensibilizzazione sulla Canapa Autoprodotta in Italia, che riunisce vari e numerosi gruppi del settore, non connotata politicamente ma unita dal solo obiettivo di un miglioramento delle leggi vigenti sulla coltivazione domestica di canapa. La situazione attuale italiana consiste nel punire penalmente la coltivazione, anche se di una sola pianta, mentre l'uso personale, dopo il referendum radicale, non è un reato ma un illecito amministrativo. In teoria, perchè poi, checché ne dicano Fini e Giovanardi, divisi ma sempre uniti, è molto facile finire in carcere per uso personale e saltuario e ancor più facile ritrovarsi, per questo, uno stigma da tossicodipendente bisognoso di recupero. Una occasione di incontro, quella di Forte Prenestino, per tutti gli attori sociali coinvolti nell'argomento:
consumatori, malati, industriali, artigiani, imprenditori, consumatori spirituali, cuochi, ecc.

L'argomento sembra di poco conto, mentre la legalizzazione della coltivazione personale di canapa è il primo graduale passo per l'uscita dal proibizionismo, indicato anche da numerose società di studi transnazionali che si sono pronunciate sull'argomento. Sulla stessa linea, ma con altre particolarità, muove la battaglia boliviana per la libera coltivazione andina di coca per uso personale dei contadini, forze che unite potrebbero intentare una revisione delle famigerate convenzioni ONU sulle droghe.
Tutte le iniziative per informare correttamente sul fatto che un consumatore o coltivatore di canapa non è un criminale, che è meglio piantare che pagare le narcomafie, che coltivare non può essere un reato, avranno la piena partecipazione e il sostegno dell' @.r.a.




17/01/11

Giovanardi, i cavoli e le merende.

''I drammatici e luttuosi eventi che negli ultimi due giorni hanno visto per protagonisti persone in preda agli effetti dell'alcol e della droga, ripropongono in maniera pressante il tema della prevenzione e del contrasto dell'uso delle sostanze stupefacenti e dell'abuso delle bevande alcoliche''. Lo dichiara il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per la lotta alle tossicodipendenze, sen. Carlo Giovanardi, precisando che ''su questi fronti il Dipartimento antidroga non ha mai abbassato la guardia e, anzi, ha moltiplicato gli sforzi per sviluppare, a livello nazionale, un articolato piano di interventi per ridurre questi terribili fenomeni''. Giovanardi ha annunciato che il 20 gennaio prossimo ''si riunira' a Roma, a Palazzo Chigi, la Consulta degli operatori e degli esperti, convocate per fare il punto sulle iniziative messe in campo e sui possibili sviluppi futuri. Al termine, presso la sala stampa di Palazzo Chigi si terra' una conferenza stampa per presentare un'importate iniziativa editoriale del Dipartimento antidroga sulla cannabis e illustrare i risultati delle attivita' di monitoraggio nei confronti dei rave party, delle cosiddette 'droghe furbe' e degli esercizi commerciali che le commercializzano (Smart shop)''.


Premesso che Giovanardi si ricorda della differenza tra uso e abuso solo quando e dove gli fa comodo, vediamo quali sono i luttuosi eventi; cercando nelle news, si trova un incidente stradale nel quale due bambini e la loro madre sono morti, a Campobello di Mazara, e il papà è in gravissime condizioni. la loro macchina è stata travolta da una Bmw 320 B guidata da un giovane di 21 anni, Fabio Gulotta, rimasto illeso, che aveva nel sangue un tasso alcolemico di 0,72 milligrammi per litro, di poco eccedente il limite di 0,5, ma comunque sufficiente per indicare uno stato di ebbrezza. L'altra news luttuosa che attenga seppur vagamente al tema, è il festino a luci rosse finito in tragedia, dopo il quale un uomo è morto e il suo compagno è finito in coma. "I carabinieri della Compagnia Trionfale e della stazione Flaminio stanno accertando se sia stato fatto uso di cocaina durante la festa ... Erano le 4,45 quando è stata chiamata l'ambulanza da alcuni degli uomini presenti nella casa, avendo notato che M. V., di 42 anni, era privo di sensi e che invece il suo compagno, F. M., stava molto male. I sanitari del 118 non hanno potuto che constatare la morte di M.V. e hanno invece ricoverato l'amico all'ospedale Santo Spirito in gravi condizioni, anche se non è in pericolo di vita. Dagli esami, è emerso che quest'ultimo aveva fatto uso di cocaina ... gli investigatori non hanno trovato tracce di polvere bianca nell'appartamento. Non è escluso, però, che la coppia di omosessuali abbia sniffato «cocaina killer» oppure che abbia fatto uso di un'altra sostanza stupefacente, che, mischiata all'alcol, abbia mandato in overdose entrambi".

Che cosa possa esserci che unisce un incidente di macchina, certo tragico, una serata di festa finita male probabilmente a causa di un cattivo taglio, quindi di un effetto diretto delle politiche proibizioniste che non permettono un controllo sulle sostanze vendute illegalmente, e i rave party e le smart drugs, solo Giovanardi può capirlo. Con la cannabis, poi, che non ha mai ucciso nessuno in centinaia di anni di uso e pure di abuso, risultando una delle sostanze meno tossiche al mondo, il legame è davvero misterioso. Ogni scusa è buona, per il DAP, Dipartimento Politiche Antidroga, per spendere, male, i soldi dei cittadini e produrre una disinformazione, questa sì, davvero drammatica e luttuosa.

Claudia Sterzi

12/01/11

Il Senator Gentile o come ti vieto anche le cartine.

Il Senatore Antonio Gentile, allarmato da un servizio trasmesso dal TG4, ieri si è scagliato contro le macchinette automatiche che, a sentir lui, consentirebbero l'acquisto di "prodotti cannabinoidi", quali cartine, accendini, sigarette; si informi, piuttosto, il Senatore, prima di parlare, sui numeri di tali consumi, su che cosa può essere o no definito "prodotto cannabinoide", si interroghi su quale impulso tragico ha avuto quando si è immaginato che il divieto di vendita di cartine "lunghe" possa in qualche modo migliorare la situazione dei consumi di sostanze stupefacenti in Italia.
Dopo aver mandato in carcere e stigmatizzato come tossicodipendenti ragazzini con un grammo di canapa e sessantenni coltivatori di tre piante, dopo aver impedito ai malati di curarsi e ai cittadini di decidere in autonomia dei propri personali consumi, si vuole forse arrivare ad arrestare le persone in base alla lunghezza delle cartine? Il Senatore Gentile è forse parente di qualche produttore di cartine, il che spiegherebbe perfettamente il suo atteggiamento; infatti la proibizione di una merce non fa altro che alzarne il prezzo e sottrarla ai controlli di qualità e di produzione.

04/01/11

Lettera ai compagni antiproibizionisti

Compagni antiproibizionisti,
alcuni aggiornamenti.
Oggi ho prodotto le tessere dell' @.r.a. per il terzo anno di azione di rilancio della iniziativa radicale antiproibizionista, come da mozioni 2008 e 2009. A me sembrano ben venute, se volete vederle e partecipare, non vi resta che iscrivervi per il 2011. Questo, nella sua modalità economica, può avvenire per bonifico bancario, 
IT 08 T 03268 14100 052836533190 intestato a Claudia Sterzi, Banca Sella, Arezzo, 
per vaglia postale, indirizzo Claudia Sterzi - A.R.A. Podere Ulivo 132 Chiassa Superiore 52100 Arezzo, 
per contanti quando ci incontriamo. 
Si considerano richieste di facilitazioni economiche; l'iscrizione costa 10 euro per gli iscritti ad un soggetto della configurazione radicale, associazioni locali federate a RI comprese, e 30 euro per tutti gli altri. Questa modalità non incontra del tutto il mio favore, e ne parleremo alla prossima riunione. Ricordo, a tale proposito, che gli ultimi tentativi di convocare assemblee sono stati fallimentari non nel numero dei partecipanti, ma nel numero dei partecipanti iscritti, il che è insieme un bene e un male. Spero che un largo anticipo possa favorire una maggiore partecipazione e nella prossima mail vi indicherò un giorno esatto, tra marzo e aprile.
Rilancio per il terzo anno il rilancio della politica radicale antiproibizionista, che poi corrisponde al pensiero liberale della libera circolazione di beni, persone, idee ed élites, alla cancellazione dei protezionismi economici, alla democrazia della eguaglianza dei diritti, alla nonviolenza di un atteggiamento autorevole ma non autoritario.
Con la tessera, in omaggio un autentico e vivo seme di canapa per coltivare le nostre battaglie. :)

Con l'occasione ringrazio i primi cinque iscritti, Paolo Calvo, Paolo Breccia, Davide Miraglia, Luisa Simeone, Giulio Braccini 
Claudia


05/12/10

La responsabilità secondo Maurizio Gasparri

Maurizio Gasparri nella sua interessata interpretazione dei fatti di Lamezia - dove un giovane al quale era stata già ritirata la patente, piombato su un gruppo di ciclisti e fatta una strage, è risultato positivo al test sui cannabinoidi - confonde una variabile con una causa, dimostrando ancora una volta la grande ignoranza di metodologia delle scienze umane e politiche che contraddistingue le forze al governo del paese; in questa legislatura e nelle altre, Arlacchi docet.
 
Dichiara il capogruppo PdL al Senato: "La strage automobilistica di Lamezia Terme conferma quanti danni causi la droga e come sia da irresponsabili distinguere tra droghe leggere e droghe pesanti. I fatti dimostrano come la cannabis possa determinare comportamenti dagli esiti letali". Roma, 5 dic. (Apcom)

Il fatto che un' alta percentuale di persone coinvolte in un incidente risulti positiva al test etilometro e/o ai 5/6/7 e più test antidroga previsti dalle norme (Oppiacei, compreso Eroina,Morfina e metaboliti, Cocaina e metaboliti, Anfetamine, Meth-Anfetamine, compreso Ecstasy MDMA, Marijuana, compreso Cannabinoidi THC, Penciclidine, Metadone,  Benzodiazepine, Barbiturici, ecc.) non indica altro che un'alta percentuale di italiani in età adulta che fa uso di questa o quell'altra sostanza.
Rispetto ai cannabinoidi, in particolare, le tracce rilevabili dal test previsto, quello salivare o delle urine, possono risalire a settimane se non mesi prima; tutto questo oltretutto scarica di responsabilità individuale il giovane delinquente, facendo ricadere la colpa del suo delitto su una qualsiasi delle sue abitudini di consumo, quella che risulta più persistente nel tempo, pessimo esempio di diseducazione alla coscienza dei propri atti.
La distinzione cosiddetta tra droghe pesanti e leggere riguarda un'unica "droga", la canapa, che deve invece essere nettamente distinta, per differenza di storia, di pericolosità, di potenziale di assuefazione e di dipendenza, da tutte le altre droghe trattate dal narcotraffico. Non fosse altro che per il basso livello di tossicità che le vede al di sotto non solo di alcol e cocaina, ma pure di caffè , nicotina, e molti prodotti alimentari.
Nell'episodio - un ventunenne che guidava una Mercedes come un pazzo, senza patente, ritirata per una recidiva abitudine ai sorpassi azzardati , portandosi accanto un bambino di 10 anni, ha perso il controllo della vettura - il ritrovamento di tracce di cannabinoidi non sta a verificare niente di ciò che  sostiene Gasparri.

11 dicembre a Rovigo, incontro con i coltivatori industriali di canapa.

 Il Cra-Cin, Centro di ricerca per le colture industriali ( sede distaccata di Rovigo ), organizza per sabato 11 dicembre il convegno-dibattito "La filiera delle risorse rinnovabili ed ecosostenibili: la canapa - Un'antica risorsa ma una nuova opportunità per il Polesine" che si terrà presso il Musei dei grandi fiumi a Rovigo. 


L'evento, patrocinato da Provincia di Rovigo e Regione Veneto, è in collaborazione con Comune di Rovigo, Assessorato Tutela e Difesa Diritti dei Consumatori e Tavolo Altraeconomia Comune di Rovigo.

 Esiste uno stereotipo del consumatore di canapa, creato dai propugnatori delle politiche proibizioniste fino dal secolo scorso.
" Nel 1936, il giornalista Kenneth Clark inizia così un suo articolo pubblicato su una grande catena di giornali: "Sconvolgenti crimini di violenza stanno aumentando. Assassinî, stragi, crudeli mutilazioni, ferimenti compiuti a sangue freddo - come se un orrendo mostro percorresse impazzito la terra. Le allarmate autorità federali e statali attribuiscono molte di queste violenza alla 'droga assassina', come gli esperti chiamano la marijuana"... Anslinger ha ormai deciso che la gravità del caso marijuana ne richiede l'inclusione nella legge federale sui narcotici"

Anche senza arrivare a questi punti, il consumatore di canapa è percepito, grazie al linguaggio conformista dell'informazione come un individuo marginale, fallito quando non pericoloso; la realtà è ben diversa e consumano canapa milioni di persone che nella vita sono professionisti, impiegati, padri e madri di famiglia, studenti, imprenditori e commercianti. Il fatto che spesso nelle dichiarazioni pubbliche questo non risulti è dovuto alla vergogna indotta, da decenni di disinformazione, in questi cittadini, che fumano di nascosto alla moglie, al marito, ai figli, al datore di lavoro ecc. Inoltre anche i bambini delle elementari sanno che, oltre agli usi terapeutici o ricreativi della cannabis, ve ne sono di molto importanti legati sia alla pratica agricola che alla tecnologia dei materiali con prospettive ecologiche utili e interessanti. La demonizzazione della pianta di canapa voluta da Anslinger, dai suoi amici e dagli amici dei suoi amici si è accanita anche su usi quale quello terapeutico, e su tutte le componenti della pianta, compresa la fibra.


"La cannabis sativa è una pianta conosciuta ed apprezzata dai contadini in tutto il mondo poiché necessita di poche cure e ha pochi 'nemici' naturali, cresce praticamente ad ogni latitudine a parte quelle artiche, tende ad 'ammendare' (arricchire) il terreno di coltura.
E' coltivata fin dalla preistoria a causa degli svariati utilizzi possibili con le sue fibre: tessuti, vestiti, olio commestibile e/o combustibile, carta, fibre plastiche e tante altre applicazioni.
Sono trascorsi più di 15 anni da quando il Mipaaf ( Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ) ha ripreso il discorso sulla canapa.
In questo intervallo di tempo sono stati numerosi i programmi di ricerca nazionali, regionali ed europei che hanno portato a notevoli progressi nel campo dell'innovazione e dell'aggiornamento delle tecniche agronomiche. Nonostante questi sforzi e i relativi risultati, però, a causa dei ritardi del Mipaaf e della miopia legislativa, le superfici coltivate a canapa a livello nazionale sono sempre rimaste entro il limite massimo del migliaio di ettari.pur consentendo la capacità di adattamento della pianta ai diversi ambienti di occupare fino ai 100.000 ettari".
PROGRAMMA
9.00 - 9.30
REGISTRAZIONI
9.30 - 10.00
SALUTI AUTORITà
Fausto Merchiori - Sindaco Comune di Rovigo
Tiziana Virgili - Presidente Provincia di Rovigo
Francesco Ennio - Assessore alle Attività Produttive Provincia di Rovigo
10.00 - 11.30
INTERVENTI
Giampaolo Grassi- Primo Ricercatore CRA Consiglio per la ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura
Dr. Francesco Crestani- Servizio Anestesia e Rianimazione O.C. Trecenta, Presidente Ass. Cannabis Terapeutica, Responsabile Oasi WWF Rovigo
Felice Giraudo - Presidente Assocanapa, Carmagnola (TO )
Marilena Zaccarini - Fondatrice Centro Ricerche & Sviluppo Canapa Beppe Croce -
Associazione Legambiente Responsabile Agricoltura no food
Luca Bellotti - Parlamentare FlI, componente Commissione Permanente Agricoltura
Pietrangelo Pettenò - Consigliere Regione Veneto FdS, componente Commissione regionale Sanità- S Sociale
11.00 - 11.30
DIBATTITO
Moderatore: Marco Boscolo - membro del Tavolo dell’Altraeconomia, docente c/o la Facoltà di Architettura di Cesena, Corso di laurea in Attuazione e Gestione del Progetto in Architettura, responsabile del progetto regionale “accendi il Risparmio” di Legambiente Veneto11.30
CONCLUSIONI
Giovanna Pineda - Assessora Tutela e Difesa Diritti dei Consumatori
Nell'incontro verranno presi in esame i principali settori in cui la canapa potrebbe trovare il suo ottimale inserimento e si valuteranno le iniziative idonee a creare le condizioni di ecosostenibilità ed economicità della sua coltivazione.

Canapa nel Polesine: antica risorsa, nuova opportunità



Rovigo, 11 dicembre 2010 ore 9,00. Convegno sulla canapa nella filiera delle risorse rinnovabili ed ecosostenibili.