14/07/12

Le psicosi di Serpelloni

E' una questione di metodo; si costruisce una teoria e poi si assume uno staff che passi le giornate a trovarne la dimostrazione; così agisce il DPA, Dipartimento Politiche Antidroga, nel patetico tentativo di tenere l'Italia fuori da un serio dibattito che dilaga in tutto il mondo.
Si tratta di convincere il pubblico che la cannabis fa male, e non trovando altro, perchè non c'è, ci si attacca alla psicosi; si spulcia il web alla disperata ricerca di studi e nel luglio 2012 si tira fuori uno studio del 2011. Non solo, ma si commette anche un falso, iniziando così il comunicato che diffonde la notizia: "L'uso di cannabis aumenta il rischio di psicosi, in particolare della schizofrenia. È il risultato di una importante ricerca svedese ...".
Se si ha la pazienza di leggersi lo studio, si vedrà che questo afferma che l'incremento di rischio di psicosi riguarda i "frequent users", mentre ne restano fuori i "moderate users", come a dire, è l'abuso, eventualmente, che può fare danno, e non l'uso.
La notizia data dal DPA si poteva quindi intitolare, con maggiore corrispondenza alla notizia: "L' uso di cannabis non aumenta il rischio di psicosi, l'abuso, a volte, sì".

11/07/12

Assurdo: Giovanardi ragiona come un narcotrafficante.

Mentre si moltiplicano le voci che tentano un approccio ragionevole alla questione delle politiche sulle droghe (ce n'è bisogno, perchè quelle vigenti hanno fallito il loro scopo e creato ex novo una serie infinita di danni e disastri), a Radio 24, una mattina di luglio, va in onda uno pseudodibattito tra un intervistatore esitante, un Giovanardi (PDL) più pestilenziale che mai, un Taradash (PDL) che non riesce ad essere incisivo e non trova argomentazioni valide, che pure ci sono, un proibizionista della società civile che gira tra i giovani a mostrare gli effetti devastanti che la droga ha avuto su sua figlia ... non è dibattito, è un coro di disinformazione.
Giovanardi rilancia sull'assurdo, con la sua logica talmente rozza che ci si chiederebbe dove avesse la testa chi ce l'ha messo, se non si sapesse fin troppo bene; a sentir lui, la legalizzazione aumenta i guadagni delle mafie, per esempio. C'è forse bisogno di dati per dimostrare la falsità dell'affermazione? Diminuì forse il guadagno della mafia americana quando fu revocato il divieto di produzione e vendita di alcolici, dopo essere aumentato in modo spropositato negli anni del proibizionismo? No, furono convertite le fonti, attraverso la vendita di marijuana e la preparazione del mercato a eroina e cocaina (oltre ai mercati paralleli di prostituzione, vendita armi, traffico di esseri umani ecc.), e i divieti di queste sostanze furono seguiti da una ben organizzata e tempestiva strategia di distribuzione e diffusione; di fronte alle dichiarazioni del responsabile delle politiche antidroga per il PDL, le mafie non possono che ringraziare e baciare le mani.
Altro cavallo di battaglia di Giovanardi è la canapa come ponte verso le droghe pesanti, lo stesso argomento che fu di Aslinger, negli anni bui  dell'esperimento del Volstead Act, emendato nel 1933, e dell'emanazione di una serie di Narcotic Act. In effetti c'è una ragione che rende conto della coincidenza statistica tra tossicodipendenti e consumatori di cannabis (ma non l'inversa): il narcotraffico ragiona proprio come Giovanardi, e l'indubbio successo commerciale di eroina e cocaina - che dopo un lungo periodo di frequentazioni delle élites fin dai primi del novecento, nel secondo dopoguerra invase Italia, Europa e tutto l'Occidente, diffondesi rapidamente nella popolazione fino a diventare "piaga sociale" - è stato spesso gestito con strategie mirate ai consumatori di cannabis, ai quali si faceva mancare l'offerta per lunghi periodi proponendo in cambio polveri da iniezione e sniffo; così che il fattore principale di aggregazione tra i consumatori di canapa e quelli di eroina è quel mercato illegale diretta conseguenza delle leggi proibizioniste. Le stesse strategie sono state ripetute negli anni successivi, fino a creare un vasto impero dal fatturato plurimiliardario che ha infestato il mondo intero, reinvestendo in corruzione della politica, degli eserciti e delle forze dell'ordine.
Sulla differenza tra droghe pesanti e leggere, visto che l'unico criterio razionale possibile è quello della tossicità della sostanza, non si ricordano mai abbastanza questi numeri: la dose letale della cannabis è da 20000 a 40000 volte la dose normale, mentre per il caffé la dose letale è tra le 100 e le 150 volte la dose normale, per esempio, e il Valium ha una dose letale pari a 7 volte la dose normale. Anche dando credito alla tesi secondo la quale oggi cannabis e derivati sono più "pesanti" di quaranta anni anni fa, che non è verificata, la moltiplicazione fosse anche di venti volte del thc contenuto non sposterebbe di molto il confronto. Le varietà eventualmente tossiche di derivati della canapa sintetici o modificati sono il frutto di un mercato sottratto ai controlli col renderlo illegale; così gli interessi delle narcomafie sono tutelati, oltre che dagli alti prezzi dovuti al rischio della clandestinità, dalla totale assenza di verifiche sul prodotto venduto.
E' un significativo paradosso sociale, il fatto che alcuni ragionamenti e logiche dei proibizionisti, anche se mascherati da ideologia, siano gli stessi che sottostanno alle mafie e al narcotraffico.

18/06/12

Canaparlamento

Piccole canape crescono in Torre Argentina ( 2009 )
Oggi 18 giugno 2012, a Montecitorio, sono state seminate tre piante di canapa, in onore della battaglia per la cannabis terapeutica e per la libera coltivazione domestica. La pena per la coltivazione di canapa, in Italia, va da 6 a 20 anni, in questo caso, forse, ridotti a da 1 a 6, data la lieve entità. L'azione nonviolenta è stata compiuta in prima persona da Rita Bernardini, già processata per altri atti di disobbedienza civile, in difesa di almeno tre diritti: il diritto dei malati a avere accesso ai farmaci, con una richiesta di intervento al Governo per facilitare tale accesso, il diritto dei malati e dei cittadini alla libertà di cura, terapia e prevenzione, il diritto dei cittadini ai liberi comportamenti privati, quali il coltivare nel proprio giardino qualsivoglia pianta e farne privatamente l'uso che meglio credono, in totale assenza di vittime; su questo in Parlamento è depositata una proposta di legge che depenalizza la coltivazione domestica di canapa, sostenuta anche da una campagna di Radicali Italiani. Perchè un malato, in primo luogo, è un cittadino.
Presenti: Marco Pannella, Rita Bernardini, Mina Welby, Lucia Sidi, Claudia Sterzi, Fabrizio Pellegrini, Andrea Trisciuoglio, Marco Perduca

15/06/12

18 giugno, la canapa torna alla Camera dei Deputati

A MONTECITORIO, INIZIATIVA NONVIOLENTA DI AFFERMAZIONE DI COSCIENZA
SULLA CANNABIS TERAPEUTICA
“Il potere ha i suoi senatori a vita, noi abbiamo i nostri giovani condannati a morte, e con essi il diritto, la ragionevolezza, il paese. Noi siamo pronti ad andare in galera, ad essere condannati dal potere e dalla stessa gente ingannata; oggi o domani.
Ma chi sia colpevole, se noi o loro, la loro stessa coscienza lo sa bene. E, per questo, non possono che essere ladri di verità, e antidemocratici feroci.”
[Marco Pannella, Porta Portese, 27 agosto 1995]

LUNEDI’ 18 GIUGNO ALLE 11.30
Sala stampa Montecitorio (Ingresso via della Missione, 4)
CONFERENZA STAMPA
per il riconoscimento del diritto dei pazienti di curarsi con i derivati della Cannabis.

CON
Rita Bernardini (deputata radicale), Mina Welby e Andrea Trisciuoglio (rispettivamente co-presidente e membro del consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni), Claudia Sterzi (segretaria  dell’ Associazione Radicale Antiproibizionisti) e con pazienti affetti da sclerosi multipla e da altre patologie i cui effetti degenerativi potrebbero essere in parte leniti dai derivati naturali o di sintesi della cannabis
Conclude
Marco Pannella

Si tratta – hanno dichiarato i promotori – di chiedere al Parlamento di affrontare il problema della legalizzazione ad uso terapeutico dei derivati della cannabis, regolamentando la materia in modo da poter soddisfare le necessità dei pazienti in un contesto di legalità e sicurezza, senza arroccarsi in sterili contrapposizioni.
In Italia il cammino dei malati affetti da patologie che possono essere curate con la cannabis è invece un percorso ad ostacoli che a volte diviene un vero calvario che trova ragione solo nella follia proibizionista che intende sanzionare con la prigione comportamenti sicuramente incolpevoli.
La regione Toscana, la Provincia di Bolzano, alcune ASL consentono ai malati – spesso solo teoricamente – di accedere a farmaci a base di cannabinoidi.
Con la nostra “affermazione di coscienza” vogliamo ricordare che al Senato giace da anni un progetto di legge presentato dai radicali (a prima firma Donatella Poretti) il quale introduce la possibilità per persone affette da alcune gravi patologie di accedere sia alla cannabis in forma naturale, sia ai farmaci derivati da estratti di cannabis, mentre alla Camera, in Commissione Giustizia, è stata da poco calendarizzata la proposta di legge (a prima firma Rita Bernardini) che si propone di depenalizzare la coltivazione domestica della marijuana.
L’obiettivo è quello di sollecitare gli esponenti politici degli altri partiti ad adoperarsi per garantire un rapido iter parlamentare di questi progetti di legge, con ciò approvando misure concrete che non costringano i cittadini e i pazienti, spesso affetti da gravissime patologie, a rivolgersi al mercato nero delle mafie e delle camorre.

Per gli accrediti contattare l’ufficio stampa della Camera dei deputati.

Tel:  0667602125 Fax: 066783082. La richiesta di accredito va inoltrata via fax.

Per gli uomini è richiesto di indossare la giacca.

12/05/12

Don Serpelloni l'Inquisitore

Che lavoro fa Serpelloni? Ecco che lavoro fa, l'inquisitore:

a G.A.: Diffamazione a mezzo internet - La presente, per chiedere l'immediata cancellazione di qualsivoglia commento da Lei redatto, gravemente diffamatorio nei confronti dell'attività del Dipartimento Politiche Antidroga. Qualora non vengano ottemperate immediatamente le richieste da noi formulate ci vedremo costretti, nostro malgrado, a tutelare nelle sedi opportune le istanze ivi rappresentate. Cordialmente
Lo staff DPA-CHANNEL

Direte voi: Che cosa aveva scritto G.A. di tanto lesivo? Aveva forse inneggiato alla fucilazione dei funzionari del DPA, proferito minacce di morte, insultato pesantemente mogli e madri dei responsabili delle politiche italiane sulle droghe? 

Niente di tutto questo, ecco il commento incriminato e condannato alla cancellazione: "Personalmente posso dire che fumo da quando ho 14 anni, studio xxxxxxxxx all'università (media del 28 e in regola con gli esami) e lavoro come cameriere per non pesare sulle spese dei miei genitori.
L'unico "effetto grave" che ho avuto dal mio uso-abuso di marijuana è stata una denuncia per coltivazione di 2 piante di canapa (esclusivamente per uso personale, piccolissime e dal raccolto blando in quanto LowRider#2), compreso tutto quello che ne scaturisce, cioè umiliazione con i vicini di casa che si sono visti arrivare 2 pattuglie a casa, perdita di fiducia dei genitori e dei parenti, patente ritirata(anche se non guido mai) e 1.100€ di avvocato che fortunatamente mi ha fatto vincere la causa.
A mio avviso le politiche del DPA sono feccia scritte da 2 vecchietti canapofobici che non conoscono i veri problemi del paese...saluti e buone fumate!!"

Abbiamo qui un ragazzo italiano che studia con profitto e lavora, invece di stare attaccato ad un albero ad aspettare la pasta con il pomodoro; nei momenti liberi, fuma canapa. E, per non pesare sulle spese, e forse anche per non finanziare il narcotraffico, si fa delle piantine di canapa in casa, dimostrando ingegno, autonomia e manualità. Non si capisce da quale medioevo giunga la punizione riservatagli, che lui stesso descrive.

Il racconto stesso può creare imbarazzo al DPA, che si vede smentito nella sua raffigurazione del consumatore di canapa come un tristo, sfigato, zombie, capace di gettare bambini nei fiumi e di accoltellare la fidanzata, oltre che di non distinguere un semaforo rosso da uno verde. Se invece fosse l'ultima frase ad aver generato la scomunica "A mio avviso le politiche del DPA sono feccia scritte da 2 vecchietti canapofobici che non conoscono i veri problemi del paese", mi sento disposta a sottoscriverla, condividerla, dichiararmi pubblicamente e world web wide d'accordo con l'amico G.A.

Claudia Sterzi - Giunta RI

06/05/12

Commenti sulla legge approvata in Regione toscana / Cannabis terapeutica



Regione toscana, commenti sulla legge approvata.

Libero accesso ai cannabinoidi.
Libertà di cura e terapia.
Antiproibizionismo.

"Leggera Euforia" del 04/05/2012 su www.liberi.tv con Valentina Piattelli e Claudia Sterzi

05/05/12

Million Marijuana March 2012

"5 MAGGIO 2012, DODICESIMA EDIZIONE ITALIANA M.M.M., SOLO REGGAE & ANNI 70.  DEDICATA A TUTTE LE VITTIME DEL PROIBIZIONISMO, MASSACRATE DI BOTTE IN GALERA O ANCORA PRIMA DI ARRIVARCI, E IN PARTICOLARE A ALDO BIANZINO, DI CUI ESIGIAMO LA RIAPERTURA DEL PROCESSO PER OMICIDIO. 0RE 16, DA PIAZZA DEI PARTIGIANI A PIAZZA BOCCA DELLA VERITA' FINO ALLE 23.00".

Come non condividere gli scopi di questa manifestazione? Si può dire che manca qualsiasi accenno all'aspetto economico della questione, ma viene sottolineata la persecuzione e l'accanimento in corso da parte delle strategie politiche, delle forze dell'ordine e dell'apparato giudiziario, che producono danni ingenti a fronte di scarsi risultati.
Aderiamo quindi convintamente, anche quest'anno, alla Million Marijuana March. Gli organizzatori proseguono:

"NELLO STESSO GIORNO A ROMA E IN ALTRE 420 CITTA' NEL MONDO PER ESIGERE: LA FINE DELLE PERSECUZIONI PER I CONSUMATORI, ACCESSO IMMEDIATO ALL'USO TERAPEUTICO PER I PAZIENTI, DIRITTO A COLTIVARE LIBERAMENTE LA CANNABIS, PATRIMONIO DELL'UMANITA'. MARCIA MONDIALE PER RICONSEGNARE LA CANAPA ALL'UMANITA'. BASTA ESSERE CONSIDERATI CRIMINALI O PERICOLOSI DROGATI! BASTA ARRICCHIRE LE MAFIE ED IL NARCOTRAFFICO! BASTA CON LA PROIBIZIONE DI UNA PIANTA BENEFICA PER L’UOMO E PER L’AMBIENTE! NON SIAMO TOSSICODIPENDENTI! NON SIAMO CRIMINALI! ORA BASTA! FERMIAMO LA FOLLIA DEL PROIBIZIONISMO!"

L' elenco delle 420 città è imponente, e rende l'ampiezza e i numeri di una battaglia che unisce i consumatori ma non solo, tutti coloro che a vario titolo sono coinvolti in negativo dalla war on drug: popolazioni contadine delle Ande e dell' Est asiatico, malati colpiti nel loro accesso ai farmaci, persone ingiustamente rovinate dai test antidroga, portatori di stili di vita alternativi che ostinatamente salvaguardano la cultura della canapa, produttori di canapa tessile e industriale sui quali si accaniscono i controlli, e altri.
Sempre più paesi, città, cittadini, prendono consapevolezza del grande impatto che le politiche sulle droghe hanno sulla vita sociale ed economica; segnali in controtendenza, dopo 50 anni di "un mondo senza droga è possibile", vanno aumentando sia a livello legislativo che culturale, nelle strade come nei salotti e nei saloni.
La scelta della Million Marijuana March è per quest' anno "SOLO REGGAE & ANNI 70", una scelta che già da due anni delimita il campo della Million e la differenzia dai rave. Come sempre, "non saranno ammesse bandiere e striscioni di partito, di nessun partito, non saranno ammessi camion non preautorizzati."

Dopo la conclusione a Piazza Bocca della Verità alle ore 23 la Million proseguirà ufficialmente al Centro Sociale L.O.A. Acobrax (ex cinodromo), mentre un appuntamento alternativo è a Trastevere, Via S.Francesco di Ripa 73, Cantina Paradiso Wine Cocktail Bar, dove Canapa Lifestyle preannuncia una serata sull'alimentazione a base di canapa, intitolata: "Aperitivo in canapa".