17/04/11

L' @.r.a ospita due annunci della LEP (Associazione Radicale Libertà è Partecipazione) di Genova



IL SEGRETARIO DELLA ASSOCIAZIONE RADICALE LEP-DOTTOR MARCOBELELLI- CONVOCA LA ASSEMBLEA STRORDINARIA PER IL RINNOVO DEGLI INCARICHI ASSOCIATIVI:ACCOLTA LA PROPOSTA DI MARIO STADERINI.
Per saperne di più vai sul Blog Ufficiale http://radicalilep.ilcannocchiale.it/  In alternativa  invia una mail a radicalilep@yahoo.it omarcobelelli@yahoo.it
E circa il Convegno Nazionale:
VERSO IL CONVEGNO NAZIONALE PROMOSSO DALLA ASSOCIAZIONE RADICALE LEP SUL TEMA DELLE MINORANZE OPPRESSE E PERSEGUITATE DELLA STORIA:GENOVA,DOMENICA 8 MAGGIO 2011,GRAND HOTEL BRISTOL PALACE,VIA XX SETTEMBRE 35.
Per saperne di più vai sul Blog Ufficiale http://radicalilep.ilcannocchiale.it/
e leggi la locandina diffusa in tutta la Liguria (e non solo).In alternativa invia una mail a radicalilep@yahoo.it omarcobelelli@yahoo.it

07/04/11

Qualcosa in più su Leone Bianco Leone Nero


Giuseppe Nicosia, autore del libro Leone Bianco Leone Nero, ha partecipato con l' On. Rita Bernardini, Giancarlo Cecconi, segretario dell' ASCIA, e me, alla conferenza stampa che recentemente abbiamo tenuto alla Camera dei Deputati per presentare documenti ed iniziative in materia di regolamentazione della coltivazione domestica di canapa. In quella occasione ci ha parlato di mafia, di come le coltivazioni illegali di canapa siano "l'oro verde" del narcotraffico e della criminalità organizzata.
Poco dopo ci siamo ritrovati a Bologna, durante una gran bella assemblea che ha visto l'accordo di tanti gruppi che da anni lavorano sul tema, una assemblea dalla quale rinasce la speranza di veder cambiare una legge che tanti danni produce, in tutti i sensi e in tutti i modi.
Non passa giorno nel quale io non riceva racconti di poveri cittadini normali, la maggior parte giovani e senza grandi mezzi economici e/o culturali, racconti da incubo: botte, minacce, perquisizioni, perquisizioni corporali, abusi, tutto per le famose piantine sul balcone o nel campo.
Oltretutto, per il semplice fatto di coltivare canapa, cosa che in Italia fino a pochi decenni fa non solo non era proibita ma incoraggiata, senza che questo producesse i danni sociali che sono nati col proibizionismo, ci si trova additati, insultati, diffamati. 


Serva per esempio questo demenziale servizio che ai tempi accompagnò l'arresto di Giuseppe; le uniche foto "vere" sono la sua e due foto dell'interno della casa. Tutto il resto, le jeep dei carabinieri in un campo di serre, l'arrestato che viene portato via e si copre, ecc., è stato accostato senza alcun nesso reale al servizio, cioè sono immagini che non si riferiscono a quell' arresto, ma di repertorio. Il peso, 18 chili, si riferisce alle piante intere comprese le radici e compreso il pane di terra che le conteneva.
Così spesso i giornalisti rendono un pessimo servizio non solo ai diretti interessati, ma soprattutto ai cittadini ai quali è rivolta e dedicata l' informazione; come quando, altro esempio, ci si ostina a parlare di legge Fini Giovanardi come di legge sulle "tossicodipendenze". In base alla Fini Giovanardi vengono arrestati, appunto, cittadini che niente hanno a che fare con la tossicodipendenza, semplici, sani ed innocui coltivatori e consumatori.

Claudia Sterzi

04/04/11

DOPO BOLOGNA (NOTA BREVE)

Ieri, 3 aprile 2011, si sono incontrati a Bologna  numerosi rappresentanti di diverse aeree antipro di tutta Italia, con l’intenzione di rafforzare la formazione della Associazione per la sensibilizzazione della canapa autoprodotta in Italia, una unione concentrata su un obiettivo semplice quanto di rottura: la regolamentazione della coltivazione domestica di canapa. In Italia il fronte è diviso da polemiche che si trascinano da decenni, e che fanno sì che si vada avanti per forza di inerzia fra iniziative private ed esclusioni; qualche esempio? Se da una parte c’è chi vede la parola “antiproibizionisti” come il fumo negli occhi per non dire peggio, dall’altra anche la affermazione “non siamo tossicodipendenti” provoca offesa; il coinvolgimento dei canapai, di Assocanapa, dei club sulla canapa terapeutica è desiderato o snobbato a seconda dei punti di vista; e pur premettendo che non si è lì per fare schieramento politico, ma per unirsi su un obiettivo condiviso, c’è sempre chi ha voglia di indicare buoni e cattivi nell' arco parlamentare e fuori, dimenticando che in tema di canapa nessuno è buono, visto che la coltivazione è vietata dagli anni ’50 e per adesso a livello governativo nessuno si è mai mosso per sanare questa ridicola legislazione, ancor più ridicola quando sappiamo che l’Italia era agli inizi del secolo scorso la seconda produttrice di canapa nel mondo.
Giovanardi e Arlacchi; bastano questi due nomi per significare che cosa possiamo aspettarci dalle forze istituzionali. Va però segnalato che ieri erano presenti, e sono intervenuti, la sottoscritta in rappresentanza dei Radicali, altri in nome di SeL e dei Verdi.
Il dibattito in sala, del quale sarà disponibile una registrazione, si è integrato con il dibattito fuori sala, che andava svolgendosi all’aria aperta nel cortile e nel giardino, dove si era creato un mini Arezzo Wave ( o un mini Parco Lambro, fate voi ). Se quello in sala si è sdipanato nel tentativo di risolvere i conflitti di cui sopra, con alterni momenti di pace e guerra, quello informale è stato più incentrato sul da farsi, nel senso di ideazione di azioni concrete.
Libera coltivazione in libero Stato! Prossimi appuntamenti, a Pisa l' 8 aprile per il dibattito "Marijuana, una guerra infinita" e a Bari il 16 aprile alla Festa della Semina.
Claudia Sterzi, segretaria @.r.a.

01/04/11

3 aprile a Bologna - Assemblea per la regolamentazione della coltivazione domestica di canapa

Si terrà a Bologna, domenica 3 aprile 2011, dalle 9 di mattina per tutto il giorno, la prima assemblea nazionale ASCIA.
L' ASCIA (Associazione per la sensibilizzazione sulla canapa autoprodotta in Italia) nasce dalla volontà e dall' impegno di un gruppo di persone unite dall' intento di dar fine a quelle leggi illiberali che configurano il reato di coltivazione domestica per uso personale, un astruso concetto giuridico irrecipibile da uno Stato di diritto. Migliaia di piccoli coltivatori di canapa finiscono in carcere ogni anno e si vedono devastare la vita per un comportamento privato, che non produce vittime, tanto innocuo quanto irrilevante.
Le ultime direttive del Sottogretario con delega alla droga, Giovanardi, infieriscono su guidatori e lavoratori con test che, riguardo ai cannabinoidi, rilevano non la guida in stato di alterazione, ma il semplice uso anche di settimane prima.
Si arriva all'assurdo che è più grave coltivarsi una piantina sul balcone (sì, anche una sola), che non arricchire le tasche delle mafie del narcotraffico scendendo nei vicoli a comprarsi sostanze dalla provenienza e composizione dubbia.
E' così che si sconfigge il crimine? Si vogliono davvero perseguitare i grandi mercanti illegali di droghe o si vogliono perseguitare dei cittadini industriosi che con tali mercanti non vorrebbero avere a che fare?
Non vogliamo promuovere gli abusi di alcunché, né l'uso smodato in età adolescenziale; anzi. Cerchiamo di ripristinare la responsabilità individuale e combattere la criminalizzazione del consumo personale, già depenalizzato con referendum popolare del 1993.
1975 Marco Pannella
Disobbedienza civile
Lo scopo dell' ASCIA è la regolamentazione legale della coltivazione di canapa; sono milioni, in Italia, le persone coinvolte, direttamente o indirettamente, da questo obiettivo. Liberiamo la canapa! Uniti si vince! A domenica :)

27/03/11

MEGLIO SFIGATI CHE GIOVANARDI

Intervenendo ad Isernia, al Congresso “Dipendenze Patologiche: curare e guarire. Mito o presenza?”, il sottosegretario Carlo Giovanardi si è prodotto nella solita serie di esternazioni discutibili; prima fra tutte, “chi si droga commette un reato”, affermazione che disconosce il risultato di un referendum popolare che ha visto, nel 1993, l’abrogazione del primo comma dell’ allora vigente legge Iervolino - Vassalli, e che contraddice quanto più volte affermato dallo stesso Giovanardi (“ferma restando la distinzione netta tra sanzioni penali da applicare agli spacciatori e sanzioni amministrative da applicare ai consumatori”, settembre 2010) e dal Presidente della Camera Gianfranco Fini, cioè che i consumatori non vengono perseguiti e perseguitati penalmente dalla cosiddetta legge Fini – Giovanardi, un D.P.R. nel quale sono state inserite delle modifiche alla Iervolino - Vassalli, reintroducendo, fra l’altro, l’equiparazione tra droghe pesanti e cosiddette droghe leggere.

“Dati alla mano, in Italia si registra un calo di consumi di alcol e droghe”, ha poi sottolineato il sottosegretario;  “i dati riferiti da Giovanardi sono stati due: la flessione del 25% a livello nazionale e del 50% a Milano”. I dati sul calo del consumo di droghe sono ottenuti con una metodologia a dir poco non ortodossa, contraddicono i risultati dei rapporti degli osservatori istituzionali del resto del mondo, e per quanto concerne l’alcool sono del tutto falsi, visto quanto ha affermato dallo stesso D.P.A. sul suo sito: “Alla diminuzione dei consumi di sostanze stupefacenti va in contro tendenza il consumo di alcol” (Relazione annuale al Parlamento 2010).

Ma dove vuole arrivare il nostro con questa contraddizione continua di se stesso? Che cosa chiede? E’ semplice: “un utilizzo oculato delle risorse che devono andare in direzione di Sert e Comunita' di recupero”, e “una serie di risposte che sia lo Stato sia il mondo del volontariato, delle Comunità di recupero, dei tanti centri di accoglienza, potranno offrire”. Soldi, quindi, da utilizzare oculatamente, come ha fatto finora: spot televisivi, proliferazione di siti web infrequentabili, balletti, studi pseudoscientifici, rilevazione di dati manipolati, finanziamenti a comunità religiose in odor di dannazione, come quella di Don Gelmini, ecc.ecc.

“Chi si fa una canna è uno sfigato”, ha detto, fra l’altro, il sottosegretario .

Bene, meglio sfigati, qualunque cosa voglia dire, che Fini – Giovanardi.

Claudia Sterzi

25/03/11

Caro Dipartimento Politiche Antidroga, ...


Ringraziamo il Dipartimento Politiche Antidroga per il comunicato, che ci legittima come interlocutori, e costituisce una ulteriore motivazione per rafforzare la nostra battaglia e la nostra iniziativa. 
Porto personalmente la responsabilità di aver affermato che i dati forniti dal DPA sono manipolati e falsificati, e ben volentieri lo circostanzio, limitandomi per sintesi a due esempi: uno riguarda il milione di assuntori in meno sbandierato come risultato dell’ ultima modifica alla legge sugli stupefacenti, la cosiddetta legge Fini Giovanardi. Dato del quale non si dice che deriva da un cambiamento dell’ istituto incaricato della rilevazione e della metodologia usata, rispetto all’ anno precedente; questo, di per sé, è fuorviante. L’altro dato, che la dice lunga sulla superficialità e il pressapochismo delle dichiarazioni rese ai cittadini, è quello che il sottosegretario Giovanardi ha millantato pochi giorni dopo l’approvazione del nuovo codice della strada, nel settembre 2010. In quella occasione si è citato una riduzione del 43% degli incidenti stradali, cifra che è in realtà riferita al periodo 2001 – 2009 e niente ha a che fare con il massiccio uso di drug test e con l’obbligo dello stesso drug test per chi consegue o rinnova la patente. Solo due esempi, che spero servano a chiarire quanto poco diffamante sia il termine “manipolati”.
Altro metodo di falsificazione viene usato sugli studi scientifici; grande rilievo non appena esce uno studio che dimostra alcune conseguenze negative dell’ uso di cannabis, nessuna diffusione per tutti gli altri che dimostrano il contrario. Non disponendo di personale, soldi pubblici e mezzi, a differenza del DPA, non sento la necessità di fare qui un elenco di evidenze scientifiche; la verità è palese a chiunque si occupi seriamente e senza pregiudizi dell’argomento, e fare terrorismo psicologico sui ragazzi serve solo a far sì che non si fidino delle informazioni che vengono loro date, e, magari, di conseguenza, possano sottovalutare anche la vera pericolosità di altre sostanze. Sul percorso cannabis – droghe pesanti, poi, veramente troppa letteratura è stata spesa; è un argomento ridicolo che non merita più confutazione.
Nessuna persona di buon senso affermerebbe che sia un bene abusare di cannabis in età adolescenziale, questa è una ovvietà. La conferenza stampa di martedì si è concentrata sul paradosso che prevede sanzioni penali per l’uso personale, se derivante da coltivazione domestica; l’uso personale è stato depenalizzato con referendum popolare, e incentivare il mercato nero della droga introducendo una aggravante per la coltivazione non è compatibile con nessuna legislazione e con nessun principio di diritto. Tirare in ballo i trattati internazionali non è pertinente, infatti in molti paesi le legislazioni prevedono la possibilità di coltivazione di un limitato numero di piante per il consumo personale, fatto che toglie alle mafie, in quei paesi, una buona percentuale di introiti. Non si tratta di autorizzare la coltivazione, più semplicemente di non sanzionarla penalmente, di non entrare nelle case alla ricerca di una pianta, e non di una sostanza, sul balcone.
 Claudia Sterzi, segretaria Associazione Radicale Antiproibizionisti

23/03/11

Confronto pubblico tra Ilaria Cucchi e Carlo Giovanardi

Mi è capitato, a fine di una lunga giornata, di trovarmi per avventura ad assistere al confronto pubblico tra Ilaria Cucchi e Carlo Giovanardi, autore di dichiarazioni discusse e discutibili sulla morte di Stefano Cucchi, nelle quali, sciacallando una morte orribile, ha voluto portare acqua al mulino della sua tesi ed affermare, in sintesi, che un tossicodipendente conduce una vita a rischio e quindi, se muore, si può almeno in parte dire che se la è voluta; cioè un tossicodipendente, per il solo fatto di esser tale, perde alcuni dei suoi diritti fondamentali alla integrità fisica e al rispetto della persona privata.
Più volte Giovanardi si è richiamato al dolore delle famiglie, e ai 500 morti che l'eroina, ha detto, produce in Italia ogni anno; c'è da dire che con Giovanardi bisogna stare attenti coi numeri, perchè, diciamo, li usa in modo tutto suo, proprio come se la matematica fosse una opinione. In questo caso, in effetti, i morti di eroina per anno, in Italia, si sono stabilizzati dal 2002 su circa 500.
Palesemente, però, Stefano Cucchi non è morto di overdose da eroina, ma di altro, e il fatto che l'avesse consumata, o perfino spacciata, non giustifica l'ingiustizia della quale è stato vittima; né fa bene il Sottosegretario ad usare la sua morte e le sue foto per fare del terrorismo ed affermare in televisione, nel pieno del suo ruolo - state attenti, ragazzi, chi si droga finisce così. Ci si augura che non parli di canapa, perchè mai essere umano si ridusse consunto per la canapa, ma di droghe quali ad esempio l'eroina.
I tossicodipendenti conclamati ed inguaribili di eroina vanno incontro ad una morte prematura, questo è vero, ma per la consunzione fisica che deriva dall' abuso prolungato; molte delle morti cosiddette da eroina, come le morti per overdose, per tagli e adulterazioni letali, per risse ed omicidi legati a merce non pagata, o, come nel caso di Cucchi, per morte naturale penitenziaria, sono dovute, più che all'eroina, alle politiche antidroga che Giovanardi sostiene, come le sosteneva Arlacchi, come da decenni ci propinano gli zar proibizionisti riempiendo di dollari, euri, valute asiatiche e di tutto il globo le tasche del narcotraffico, delle mafie, del terrorismo, della corruzione ecc.ecc.
La Svizzera è una nazione che, unica nella perseveranza dell'esperimento, ha sostenuto politiche diverse fino dal 1993; trovandosi così bene, rispetto al resto del mondo, che nel 2008 la popolazione ha decretato la continuazione, con referendum popolare, dopo 15 anni, del metodo della somministrazione controllata di eroina.
Il Portogallo, dopo 10 anni di depenalizzazione dell'uso personale di eroina, che viene trattato da una civile, e non penale, équipe di medici e psicologi, ha visto una netta riduzione delle morti correlate.
Quando Giovanardi parla del dolore delle famiglie, e lo urla scompostamente cercando di contrapporre 500 morti ad un morto solo, come se Stefano fosse dovuto morire per dar la vita a quei 500, mentre è la stessa logica errata quella che fa morire l'uno e gli altri, come se andare in televisione a fare questo genere di figure servisse davvero a mettere in guardia i giovani contro i pericoli dell'abuso e della dipendenza da eroina, come se i giovani non sapessero benissimo di che cosa è morto Cucchi, e perchè e come, mostra tutta la debolezza della sua falsificazione, falsa nelle premesse, falsa nelle conclusioni, falsa nel dolore e nella morte.