11/09/10
Diminuire il guadagno delle mafie del narcotraffico? Si può.
Purtroppo il dialogo serve solo quando gli avversari sono in buona fede, e non è questo il caso.
Se, infatti, lo scopo fosse davvero minare il guadagno e lo strapotere delle mafie del narcotraffico, ci sarebbe una piccola riforma da introdurre, che risolverebbe non tutto, ma una parte del problema. Cioè equiparare la coltivazione domestica all'uso, e permettere, senza sanzioni penali, la coltivazione di quelle piante di canapa che bastino al fabbisogno dell'individuo.
Invece in Italia se si viene trovati in possesso di una cima di canapa avendola comprata dal mercato illegale si rischia una sanzione amministrativa; se la stessa cima viene detenuta per averla coltivata, si cade subito nel penale, con evidente aggravio delle conseguenze e soddisfazione dei mafiosi.
C'è una legge, depositata nel 2009 dai deputati radicali, che persegue questo obiettivo minimale, l'equiparazione della coltivazione per uso domestico al consumo personale.
Se Silvio Berlusconi e Carlo Giovanardi sono davvero in buona fede, la tirino fuori dal cassetto e la mettano in agenda.
29/08/10
Conferenza latinoamericana sulle politiche in materia di droghe. Conclusioni
“Nella maggior parte dei Paesi della regione, le leggi sulle droghe prevedono regimi speciali, e questo ci induce a valutare se siano di carattere eccezionale e se questo compromette i diritti fondamentali di chi compare davanti alla giustizia, perche' le pene sono sproporzionate e le prigioni sono piene di “muli” incastrati nel sistema carcerario e non di grandi trafficanti”. Cosi' Freddy Pavon Rivera, viceministro della Giustizia in Equador chiudendo la “II Conferenza latinoamericana e la I Conferenza brasiliana sulle politiche in materia di droghe”, organizzata a livello locale dai brasiliani di “Psicotropicus”e a livello regionale dagli argentini di “Intercambios”, che si e' conclusa lo scorso 27 agosto a Rio de Janeiro.
“E' una sfida progettare una politica sulle droghe perche' si tratta di un tema sensibile dove gli Stati non hanno totale liberta' d'azione. Non si puo' ignorare il fatto che qualunque organismo che promuove i diritti umani promuove anche la guerra contro le droghe”, continua il viceministro dell'Equador facendo una velata critica ad alcune agenzie Onu. E' nel corso del panel su “Riforme legislative in America Latina” che e' stato evidenziato come “l'attuale legislazione ha creato nuove delinquenze, ha fatto a pezzi il tessuto sociale ed ha distrutto l'ambiente”.
Per invertire questa situazione, la procuratrice argentina Monica Cunnaro, segretaria esecutiva della “Commissione coordinatrice delle Politiche Pubbliche di prevenzione e controllo del traffico illegale di stupefacenti, la delinquenza organizzata transnazionale e la corruzione della Direzione di Gabinetto” in Argentina, ha proposto di “usare l'Unione delle Nazioni Sudamericane (Unasur) per raccogliere consensi su come fare progressi nelle politiche sulle droghe a partire dalla difesa dei diritti umani”. Nel medesimo panel, il ministro della Suprema Corte di Giustizia in Uruguay, Jorge Ruibal Pino, ha evidenziato che “una buona legislazione sulle droghe non e' garanzia di giustizia ne' di rispetto dei diritti umani”.
“Le novita' sulle politiche in materia di droghe vengono dall'America Latina”, ha detto Ethan Nadelman, docente all'Universita' di Harvard e direttore esecutivo della “Drug Policy Alliance” (Dpa), portando come esempio la “Commissione Latinoamericana su Droghe e Democrazia” perche' “per la prima volta alcuni ex-presidenti si sono resi disponibili ad un confronto sul proibizionismo, proponendo chiaramente la decriminalizzazione della marijuana e promuovendo politiche di riduzione del danno”.
Nadelman ha evidenziato i risultati dell'iniziativa delle “Unita' della Polizia Pacificadora” a Rio de Janeiro (programma per riappropriarsi del controllo del territorio nelle favelas dominate da trafficanti armati), e le politiche di inclusione sociale messe in atto a Medellin (Colombia), ma ha messo sul chi va la' in quanto' “ci vuole costanza e non si puo' ignorare il tema dell'illegalita' delle droghe, perche' fintanto che esiste il mercato nero che finanzia il crimine organizzato sara' difficile sradicare la violenza”.
Sulla differenza tra le politiche Usa e quelle del resto delle Americhe, durante l'inaugurazione della Conferenza, il segretario nazionale della Giustizia in Brasile, Pedro Abramovay, ha incentrato il suo intervento su narcotraffico e frontiere: “Il Brasile ha un frontiera di 15 milioni di chilometri ed e' impossibile concepire una politica sulle droghe che ignori i rapporti con i Paesi vicini. Non erigeremo muri sulle nostre frontiere perche' significano solo assassinii di massa”.
A questa conferenza hanno partecipato piu' di quattrocento persone, tra rappresentanti di governo ed esperti di vari Paesi della regione e funzionari Onu.
Fonte:
www.droghe.aduc.it
Altri articoli IPS e EPA
31/07/10
Dacci oggi il nostro Giovanardi quotidiano
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| Onorevole Carlo Giovanardi |
Non passa giorno senza il nostro Giovanardi quotidiano. Ieri, commentando le nuove norme sulla sicurezza stradale, nelle quali sono state incluse norme sul controllo sugli usi degli italiani, ha dimostrato, e gliene va dato atto, di aver compreso la differenza tra uso e abuso. “Sono poi” ha detto “particolarmente soddisfatto dell'introduzione della norma che obbliga i richiedenti della patente di guida … a presentare un'idonea certificazione attestante il non abuso di sostanze alcoliche e il non uso di sostanze stupefacenti o psicotrope''. Rimane da spiegare il mistero per cui l’alcool si può usare, se non si abusa, ma le sostanze psicotrope no. Come se l’alcool non fosse psicotropo e stupefacente.
Dopo aver sbandierato il divieto di vendere alcool dopo le tre del mattino e fino alle sei come risolutivo, mentre a rigor di logica non importa neanche spiegare perché fa ridere i polli, è passato a illustrare le meraviglie del test obbligatorio antidroga (che come tutti ormai sanno rileva l’uso precedente, di giorni e settimane prima) per chiedere la patente o il rinnovo.
Non pago, ha annunciato il “nuovo” test del capello, pomposamente definito “microestrazione su fase solida in spazio di testa (HS-SPME) e gas cromatografia accoppiata alla spettrometria di massa (GC-MS)”.
Plaudono i produttori di narcotest e di etilometri (obbligatori in ogni ristorante e in ogni locale).
27/07/10
La musica di Giovanardi
24/07/10
Caccia alla strega
16/07/10

Per motivi di carriera, visibilità e prestigio, la squadra di Ganzer avrebbe derogato oltre il limite del consentito alle leggi vigenti, acquistando, detenendo, comprando droga, e in particolare cocaina colombiana, con troppa leggerezza e qualche guadagno.
La sentenza ha visto reazioni opposte; da una parte un popolo inferocito dalla fredda e ottusa pervicacia dello Stato e delle forze dell’ ordine nel perseguire i cittadini qualsiasi per pochi grammi di canapa si è prodotto in battute e schiamazzi per la gioia di vedere un caporione in divisa condannato per spaccio, dall’altra ministri e autorevoli uomini delle istituzioni hanno rinnovato la fiducia a Ganzer e alla sua rivendicazione di un metodo di lavoro.
“La corruzione o l'uso di metodi discutibili da parte delle forze di polizia e della politica è uno degli aspetti più comuni e devastanti del proibizionismo. Succedeva durante il proibizionismo sull'alcool negli anni 1920 negli Stati Uniti, succede oggi in tutto il mondo sulle droghe”, scrive il sito dell’ ADUC, la miglior fonte, per informazione e correttezza, delle notizie sulle droghe, in Italia. Ed ha ragione.
Vorrei però pure sottolineare come sarebbe necessario anche fare il conto di quanto ci è costato, in euro, l’insieme delle operazioni di Ganzer e del processo a Ganzer; poi rivolgere un pensiero alle decine di migliaia di carcerati per reati di droga, spesso per pochi grammi: detenuti in carceri per le quali non si trovano soldi neanche per la carta igienica.




